Zoppè di Cadore

paese montano

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steema comunaleZoppè di Cadore, con i suoi 4,39 Kmq di estensione territoriale ed i 1461m. di altitudine s.l.m., è il più piccolo comune della Provincia di Belluno (anche dal punto di vista demografico) ed il più alto del Cadore.
Il suo territorio è compreso tra i 1.033 e i 1.903 metri sul livello del mare: l’escursione altimetrica complessiva risulta, quindi, essere pari a 870 metri.
Il comune possiede anche una “exclave” nel censuario di Zoldo Alto: si tratta della Malga “La Grava”, un territorio di circa 4 Kmq acquistato nel 1790 per essere destinato a pascolo nel periodo estivo.
Dal punto di vista amministrativo, Zoppè ha sempre fatto parte del Cadore con il quale ha condiviso l’autogoverno basato sugli Statuti del 1338 che regolavano la Magnifica Comunità di Cadore, strutturandola in 10 Centenari (o Centurie). Zoppè, ricompreso nel Centenaro di Venas, aveva una sua Regola (comunione familiare), citata per la prima volta in un documento del 1523, con il relativo Laudo (statuto) scritto nel 1555.
Con l’introduzione, nel 1807, del modello amministrativo locale e del codice napoleonico, l’autogoverno della Magnifica Comunità di Cadore ebbe fine e anche Zoppè venne riaggregato nel Cantone di Pieve, Dipartimento della Piave. Si arriva così al 1815, quando l’intero Cadore entrò a far parte del Regno Lombardo Veneto ed il dominio austriaco cambiò l’assetto territoriale ed il sistema di amministrazione politica e giudiziaria: in ogni paese, sin dal 1814, venne costituito un Consiglio comunale guidato da due Deputati con un agente comunale (segretario) ed un cursore (messo/corriere).
E’ proprio in questo turbolento periodo dell’inizio Ottocento che nasce, quindi, anche il nostro Comune il quale, insieme agli altri del Cadore, senza ulteriori trasformazioni, divenne parte del Regno d’Italia a seguito del plebiscito del 1866.
Con il Decreto del Presidente della Repubblica Einaudi datato 2 aprile 1955, “La denominazione del Comune di Zoppè, in Provincia di Belluno, è mutata in quella di Zoppè di Cadore”.

Il Municipio

L’attuale palazzo municipale è stato costruito nei primi anni del 1900 (il progetto conservato nell’archivio comunale è datato 10 maggio 1903), in sostituzione del vecchio municipio – che si trova raffigurato in un disegno ottocentesco di O. Monti – irrimediabilmente danneggiato nel rovinoso incendio che colpì la frazione di Bortolot il 15 ottobre 1896.
Insieme al municipio andarono distrutti 47 edifici, compresi la chiesa ed il campanile, il fabbricato scolastico, stalle e fienili (il pericolo del fuoco era sempre in agguato nei nostri paesi: nel 1917 un furioso incendio distrusse anche l’abitato di Sagui).
Nella nuova casa comunale trovarono posto anche due aule scolastiche (la scuola elementare obbligatoria a Zoppè fu istituita dall’autorità austriaca nel 1825); dopo i lavori di ristrutturazione avviati nel 1981, l’edificio ospita gli uffici amministrativi del comune, un ambulatorio medico ed una sala ricreativa al piano seminterrato.
Nel 2006 sono stati eseguiti dei lavori di sistemazione del piano sottotetto, ripristinando la copertura in scandole di larice e modificando la struttura delle capriate lignee, così da utilizzare al meglio tutto lo spazio disponibile destinandolo a sala consiliare e polifunzionale.
Nel municipio sono conservate alcune opere dei pittori Masi Simonetti e Fiorenzo Tomea, ed un busto raffigurante quest’ultimo artista (che fu anche Sindaco di Zoppè di Cadore dal 1956 al 1960) realizzato dall’amico Giacomo Manzù.

Posizione

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